Recupero di scalinata a mare (Sori - area Genova - zona Liguria)

Alcune strutture presentano situazioni di degrado derivate da varie situazioni: l’ubicazione in un luogo legato inoltre particolare alla collocazione geografica, la complessità della struttura stessa, e, non ultima, dalla scarsa manutenzione della struttura stessa.

Un caso che la PROIND S.r.l. ha dovuto affrontare è una scalinata a mare ubicata sulla costa del levante ligure dove lo stato dell’arte (testimoniato dal degrado dei ferri d’armatura evidenziato nella foto 1) aveva ovviamente preoccupato sia il condominio di riferimento sia il progettista.

L’intervento inoltre ha visto l’utilizzo di una società operante con le tecniche di edilizia acrobatica in quanto determinate situazioni presentavano gli evidenti inconvenienti di applicare prodotti in situazioni “complesse” (come si potrà evidenziare dalle fotografie).

Pertanto si sono affrontate le seguenti problematiche

  1. Trattamento dei ferri d’armatura corrosi
  2. Ricostruzione delle parti mancanti
  3. Applicazione di idoneo rasante base calce
  4. Trattamento con idrorepellente
  5. Ricostruzione della parti dei gradini per la scalinata
  6. Ricostruzione dei “poggioli”

1. Trattamento dei ferri d’armatura corrosi

Per quanto riguarda i ferri d’armatura corrosi (ubicati in diverse parti della struttura, foto 2 e 3) si è proceduto con il classico sistema di trattamento, ripulendo e rimuovendo dai ferri le porzioni disgregate e non coese (anche utilizzando macchine per idropulizia come in foto 4) ed in seguito applicando passivante cementizio SIRIOCEM PF MONO (foto 5). Tale intervento ha ovviamente interessato diverse porzioni all’interno della struttura e nelle più svariate condizioni applicative (foto 6 e 7).

2. Ricostruzione delle parti mancanti

La ricostruzione delle parti mancanti ha visto l’impiego della malta SIRIOBETON FA: perché questa scelta? La scelta in una zona con elevato erosil salino ha identificato la malta (date le caratteristiche) come un prodotto più che idoneo.

SIRIOBETON FA (utilizzata in ambienti montani) è una malta per ripristini strutturali a base di cementi Portland, inerti in curva, microsilici amorfe, etere di cellulosa, polinaftalensolfonato, fibre di polipropilene e fumo di silice.

2.1  Inerti in curva

Gli inerti (o aggregati secondo le nuove normative) “in curva” compensano e si adattano alle condizioni sia del prodotto finito (malta), sia del supporto su cui sono messi in opera.

2.2  Microsilice amorfa

La microsilice è impiegata per ottenere calcestruzzi a bassissima porosità e con eccezionali caratteristiche di resistenza meccanica.

Sostituendo parte del cemento con fumo di silice si ottiene un miglioramento della resistenza a tutte le stagionature, con notevole incremento della resistenza finale. L’impiego della microsilice permette di evitare dosaggi troppo elevati di cemento. L’aggiunta di fumo di silice è il mezzo più semplice per ottenere un calcestruzzo con resistenza superiore a 80 N/mm2(calcestruzzi DSP).

All’azione positiva della microsilice sulla resistenza, concorrono, oltre alla spiccata reattività del materiale nei confronti dell’idrossido di calcio, che si genera dall’idratazione del cemento Portland, nettamente superiore a quella delle altre aggiunte di tipo II, anche effetti di natura essenzialmente fisica ricollegabili alle dimensioni submicroniche delle particelle.

Nella fase iniziale le particelle di fumo di silice accelerano il processo di idratazione perché agiscono come centri di nucleizzazione per gli idrati in via di formazione, questo comporta una resistenza dopo un giorno superiore a quella che si otterrebbe in assenza di aggiunta. Ai fini del contributo sulla resistenza finale è importante l’effetto densificante o di riempimento: le particelle della microsilice, grazie alle loro ridotte dimensioni, si possono inserire nei vuoti esistenti tra le particelle di cemento, cosicché il prodotto della reazione silice amorfa-idrossido di calcio (comportamento pozzolanico) può rendere molto compatta la matrice cementizia e quindi meccanicamente più resistente.

Questo implica inoltre una riduzione sensibile della permeabilità e, a livello dell’interfaccia pasta cementizia-aggregato, si traduce in un netto miglioramento della forza legante, se non altro per la diminuzione di prodotti indesiderati (Ca(OH)2, ettringite) nella zona di transizione.

2.3  Eteri della cellulosa

È un composto dalle altissime proprietà disperdenti (cioè disperde in acqua particelle sospese).

2.4  Polinaftalensolfonati

Si tratta di fluidificanti e plasticizzanti che migliorano la lavorabilità, diminuisco la tensione superficiale dell’acqua di impasto e quindi il fabbisogno d’acqua per la consistenza desiderata (riducono il rapporto a/c) contribuendo in tal modo all’aumento della resistenza a compressione finale.

2.5  Fibre di polipropilene

Le fibre di polipropilene assicurano facilità di impiego ed incremento della plasticità e della lavorabilità dell’impasto. Inoltre:

  • distribuiscono uniformemente le tensioni da ritiro plastico ed idraulico, con riduzione fenomeni fessurativi;
  • incrementano le resistenze ai cicli di gelo-disgelo, alla carbonatazione, all’abrasione ed all’urto;
  • eliminano le macrofessure, con sensibile incremento dell’impermeabilità dell’impasto cementizia;
  • sostituiscono le reti metalliche non strutturali;
  • riducono i tempi di maturazione in cassero con conseguente aumento della produttività.

Inoltre la malta SIRIOBETON FA è una malta in Classe di resistenza in accordo con la UNI EN 1504-3: R4.

Stralcio della DoP (dichiarazione di prestazione) della malta SIRIOBETON FA.

Caratteristiche essenziali Prestazione
Resistenza a compressione secondo EN 12190 classe R4: ≥ 45 MPa
Contenuto di ione cloruro secondo EN 1015-17 ≤ 0,05%
Legame di aderenza secondo 1542 ≥ 2,0 MPa
Ritiro/espansione impediti secondo EN 12617-4 ≥ 2,0 MPa
Resistenza alla carbonatazione secondo EN 13295 Passa
Modulo elastico secondo EN 13412 ≥ 20 GPa
Compatibilità termica gelo-disgelo secondo EN 13687-1 ≥ 2,0 MPa
Assorbimento capillare secondo EN 13057 ≤ 0,5Kg x m-2 x h-0,5
Reazione al fuoco (tabellare) Classe A1

3. Ricostruzione della parti dei gradini per la scalinata e dei “poggioli”

Per quanto attiene alle porzioni sia dei gradini (foto 9, 10 ed 11 nelle varie fasi, prima, durante e dopo l’esecuzione dei lavori) che dei “poggioli” (foto 12) si è scelto d’impiegare la malta SIRIOBETON FLEX/M la quale si presenta sia come un’efficace soluzione cromatica sia come una valida protezione delle parti.

SIRIOBETON FLEX/M è composto cementizio bicomponente (con un 3:1 di rapporto d’impasto), elastoflessibile impermeabile, granulometria max 0,30 mm, massa volumica (della malta fresca) pari a 1.600Kg/m3, facente parte dei prodotti e sistemi che, quando applicati, aumentano la durabilità delle strutture di calcestruzzo e calcestruzzo armato.

Dal punto di vista della classificazione SIRIOBETON FLEX/Mè in accordo con la UNI EN 1504-2, rivestimento (C) secondo i principi PI, MC e IR (sistemi di protezione della superficie di calcestruzzo) ed alla UNI EN 1504-9 (prodotti e sistemi per la protezione e riparazione delle strutture in calcestruzzo).

(PI ) Principio 1 – Protezione contro l’ingresso per:

  • impregnazione idrofobica;
  • impregnazione;
  • rivestimento

(MC) Principio 2 – Controllo dell’umidità:

  • impregnazione idrofobica;
  • rivestimento

(IR) Principio 8 – Aumento della resistività:

  • impregnazione idrofobica;
  • rivestimento

 

Dati tecnici di sintesi

Elasticità (allungamento) dopo 28 gg: 40% (U.R. – DIN mod. 53504)
Crack-brinding statico a -20°C classe A3 (-20°C) > 0,5 mm – EN1062-7
Crack-brinding dinamico a -20°C classe B3.1 (-20°C) secondo EN 1062-7
Impermeabilità all’acqua: < 0,03Kg/m² . ½ h secondo EN 1062-3
Permeabilità all’anidride carbonica: > 60m secondo EN 1062-6
Impermeabilità all’acqua in press. (1,5 bar x 7 gg in spinta positiva): nessuna penetrazione EN 14891-A.7
Crack-brinding ability – a +23°C: 0,9 mm secondo EN 14891-A.8.2
Crack-brinding ability – a -20°C: 0,8 mm secondo EN 14891-A.8.3

 

Resistenza all’umidità: ottima
Resistenza all’invecchiamento: ottima
Coefficiente di permeabilità al vapore acqueo: 1.200 μ
Classe di reazione al fuoco: A1 secondo EN 13501-1

 

Valori di adesione N/mm²
Iniziale: 0,9
Dopo immersione in acqua: 0,65
Dopo azione del calore: 1,25
Dopo cicli di gelo-disgelo: 0,7
Dopo immersione in acqua basica: 0,7
Dopo immersione in acqua clorurata: 0,65

 

L’esecuzione della seconda mano di rasatura è eseguibile ad indurimento avvenuto (dopo 3 ÷ 5 ore) e lo spessore max applicabile per singola mano è di circa 2 ÷ 2,5 mm (armatura consigliabile).

4. Applicazione di idoneo rasante base calce

Per quanto riguarda la finitura delle strutture ricostruite si è operato impiegando la malta RASOCAL, una malta pronta all’uso, in accordo con (GP)(CS III W1) UNI EN 998-1, in Classe 5.0 (calce idraulica naturale NHL 5 per la rasatura di intonaci grezzi, totalmente priva di materiali pozzolanici, scorie d’altoforno, ceneri volanti o leganti idraulici di qualsiasi natura (clinker, cemento ecc.) costituito da silicati mono e bicalcici idrati, specifici agenti bagnanti, inerti a granulometria controllata e additivi promotori dell’adesione e della lavorabilità.

Totale assenza di sali, di prodotti chimici, di composti organici volatili unita alla totale natura minerale dei componenti, garantisce la purezza, la non tossicità, la non nocività e la più totale riciclabilità.

Le caratteristiche peculiari della Calce Idraulica Naturale Pura NHL 5, quali il lento processo di indurimento, l’incremento continuo nel tempo della resistenza meccanica, unite ad un basso modulo elastico conferiscono elasticità ai manufatti con essa realizzati, differenziandoli da quelli messi in opera con prodotti a base calce o cemento.

Applicata in spessori molto sottili (1-2 mm) non evidenzia problemi di rapida evaporazione dell’acqua. Ha ottima adesione al supporto.

Elevato grado di finitura: può essere lasciato tal quale o tinteggiato con pitture ad alta traspirabilità.

Consumi: 1,2 Kg/m2/mm – ø max inerte 0,7 mm.

5. Trattamento con idrorepellente

Al fine di proteggere tutte le porzioni ricostruite si è valutato opportuno applicare alle superfici un idrorepellente non filmante come HYDROSTOP (il quale ha un elevato tenore di secco nella sua formulazione) il quale ha permesso di proteggere le parti ricostruite.

Le caratteristiche di HYDROSTOP sono:

  • un’elevata velocità di reazione
  • il blocco dello sfarinamento corticale
  • la buona penetrazione nel supporto da trattare
  • una buona permeabilità al vapore acqueo
  • l’assenza di variazioni cromatiche dato il colore trasparente che non altera le superfici
  • la buona durata nel tempo
  • l’elevato potere antiadesivo nei confronti dello smog e della polvere
  • l’assenza di formazione di pellicole superficiali o di superfici appiccicose
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