Recupero per impermeabilizzazione di vasche di depurazione da sostanze inquinanti per utilizzo di acqua potabile con vasche in pressione (area Vicenza zona Veneto)

Molte volte le vasche di depurazione vengono eseguite secondo le buone pratiche di lavorazioni del calcestruzzo e mettendo in opera materiali (quali distanziatori in fibrocemento e tubi in plastica) e calcestruzzo di comune reperibilità.

Le condizioni che si presentano in cantiere a cui vengono sottoposti i materiali sono però più “stressanti” di quanto le varie case fornitrici riportano come condizioni di esercizio dei materiali e pertanto ci si trova difronte a difetti esecutivi (quali perdite di acqua in pressione).

Prodotti PROIND e XYPEX

La soluzione che si è voluto seguita con l’impiego dei prodotti della PROIND S.r.l. (ed in questo caso nella maggior parte nell’impiego di prodotti XYPEX) ha voluto utilizzare soluzioni che potessero essere messi in opera anche con le comuni attrezzature da cantiere (cazzuola, pennellessa e frattazzo), senza impiegare materiali dannosi alla salute e che rispondessero anche ad elevate condizioni di stress ed esercizio.

In particolar modo i prodotti XYPEX (www.xypex.com) che la PROIND S.r.l. distribuisce per il territorio italiano rispondono a queste esigenze, sfruttando la particolare tecnologia cristallina che genera in presenza di acqua una struttura distinta all’interno dei pori e dei tratti capillari

della matrice in calcestruzzo capace di autorigenerarsi nel tempo e che:

  • sigilla il cemento contro la penetrazione di acqua e altri liquidi aggressivi bloccando la porosità capillare, anche in condizioni di pressione idrostatica elevata (123,4mt di acqua = 175 PSI)
  • protegge contro l’attacco di cloruri e solfati
  • ha elevata resistenza a soluzioni chimiche aggressive con intervallo di pH fra 3 – 11
  • riduce gli effetti della corrosione e della carbonatazione
  • aumenta le resistenze del cls a 28gg
  • protegge contro i danni dei cicli gelo-disgelo
  • resiste a temperature comprese tra -31°C e 129°C

Inoltre i prodotti XYPEX sono per costituzione ecocompatibili (e contribuiscono in termini di punteggio LEED) in quanto:

  • non contengono VOC
  • eliminano l’applicazione di membrane esterne (materie plastiche, guaine bituminose etc)
  • il calcestruzzo può essere completamente riciclabile
  • è una soluzione permanente e non può essere danneggiata (come accade per le membrane)
  • riduce la produzione di CO2 nel ciclo produttivo
  • si auto-rigenera

Nel nostro caso erano state messe in opera (a sigillatura delle forometrie) resine epossidiche le quali però (forse per errata miscelazione, forse per non corretta catalisi dei componenti) hanno purtroppo visto delle perdite lungo le principali direttrici di stress con fuoriuscita dell’acqua dai fori dai distanziali in fibrocemento.

Un ulteriore problematica ha richiesto l’intervento sui nidi di ghiaia presenti che vedevano perdite della struttura.

A. Esecuzione lavorazioni: sigillatura lungo distanziali fibrocemento

Riportiamo lo schema consigliato e che è stato utilizzato per l’esecuzione delle lavorazioni.

Si è considerato di non perforare completamente la struttura (mantenendo così il tappo e la sigillatura interni alla vasca) e, valutando le profondità si è:

1. eseguita una perforazione in corrispondenza del tubo rimuovendo la porzione del distanziale in fibrocemento per una lunghezza di circa 80/100mm “mettendo a nudo” la porzione cementizia;

2. all’interno del distanziale esistente si è inserita una pasta bentonitica tipo BENTOTITE PASTE HR20 con diametro definito ed a cui è stata data (essendo malleabile) una lunghezza data di circa 50mm ed inserita all’interno del foro determinando la posizione con un semplice ferro.

3. Dopo aver bagnato accuratamente il foro e la zona di lavorazione si è passati all’applicazione prima della malta XYPEX PATCH’PLUG all’interno del foro per compensare eventuali spinte future dell’acqua e successivamente

4. applicazione della malta XYPEX CONCENTRATE sulla superficie esterna sia in funzione di “bendaggio cristallizzante” per la precedente malta sia per ridare alla superficie riparata un aspetto esteticamente valido che non alterasse comportasse cromaticamente le superfici.

B. Esecuzione lavorazioni: sigillatura nidi di ghiaia

Analogamente per quanto visto per le perdite lungo l’asse dei distanziatori si è proceduto al recupero dei nidi di ghiaia. Lo schema riportato indica le varie tipologie di esecuzione:

1. Dopo aver rotto sul punto di perdita si procede all’applicazione della malta XYPEX PATCH’PLUG che sigilla la fuoriuscita immediata dell’acqua con l’applicazione di circa 2,5cm (25mm) di prodotto. Questa sigillatura fornisce il tempo necessario per le successive lavorazioni.

2. Applicazione come boiacca fluida della malta XYPEX PATCH’PLUG in funzione di aggrappo e successiva

3. Applicazione di XYPEX PATCH’PLUG in una o due mani.

4. A finire applicazione di malta XYPEX CONCENTRATE sulla superficie esterna per regolarizzare e creare “la benda” di prodotto cristallizzante.

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